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il terremoto in Nepal


Sabato 25 aprile 2015, alle ore locali 11:56, un terremoto di magnitudo 7.8 della scala Richter ha colpito il Nepal. L’epicentro è stato Barpak, nel Distretto di Gorkha, a circa 76 km dalla capitale, Kathmandu.

Il terremoto del 25 aprile è stato seguito da oltre 300 scosse di magnitudo superiore al grado 4.0 della scala Richter, quattro superiori al grado 6, inclusa una scossa di magnitudo superiore al 7.0 il giorno 12 maggio: praticamente un secondo terremoto (ha sollevato il suolo di 70 cm!) - questa volta alle falde dell'Everest - che ha provocato estesi crolli di edifici già lesionati, valanghe e frane, causato ancora decine di morti e migliaia di feriti... in un paese che cercava di risollevarsi, mentre i soccorsi erano ancora in corso in tutto il paese, una specie di "colpo di grazia" per quanto era rimasto in piedi.

una porta resta in piedi e dà sul vuoto
bambini Nepalesi - foto di Matteo Fabi [ Gorkha: one year later]

Ad oggi si sono contate oltre 8.790 morti e 22.300 feriti. Si stima che la vita di circa 8 milioni di persone (quasi un terzo dell’intera popolazione) ha subito danni a seguito del sisma. Dei 75 distretti in cui è suddiviso il paese 31 sono stati toccati dal terremoto, tra questi 15 sono colpiti gravemente...

La devastazione del paese è stata profonda: sono andate distrutte abitazioni private, strutture pubbliche, luoghi di culto, scuole, cliniche ed ospedali, strade, ponti, sistemi idrici, sentieri di trekking, impianti idroelettrici, infrastrutture sportive... Nelle aree più colpite sono stati spazzati via dalle valanghe e dalle frane causate dal sisma interi villaggi, ad esempio nell’area turistica del Langtang. Molte sono le zone considerate ancora a rischio di alluvioni e frane durante il periodo monsonico.


Centinaia di monumenti storici e culturali
, molti dei quali dichiarati Patrimonio dell’Umanità, sono stati gravemente danneggiati ed oltre 500.000 case sono state distrutte.

in questo quadro di devastazione l'ora e il giorno del terremoto sono stati l'unica "fortuna": il sabato tutte le scuole in Nepal sono chiuse e questo ha contribuito a salvare migliaia di vite, soprattutto di bambini, visto che ben 7.000 scuole sono state abbattute. Se poi il terremoto fosse avvenuto di notte il bilancio delle vittime sarebbe stato molto più alto.

bimbi in una scuola di fortuna
bimbi in una scuola di fortuna - foto di Matteo Fabi [ Gorkha: one year later]

 

Si stima che il sisma abbia causato danni per un valore di circa 7 miliardi di dollari: circa un terzo del PIL del paese.

Tutto ciò messo in luce la fragilità degli edifici, molti dei quali di antici - o semplicemente vecchi -, certamente non anti-sismici e non in accordo con gli attuali standard nazionali. Ma il terremoto ha anche evidenziato aspetti di iniquità all’interno della società nepalese, dovuta a fattori geografici, economici e di genere: le zone rurali più povere hanno subito danneggiamenti assai più pesanti rispetto alle città poiché la caratteristica costruttiva e consistenza degli edifici rurali è da sempre di qualità assai modesta. Sono morte molte più donne e ragazze che uomini e ragazzi, anche in parte per via dei ruoli sociali che relegano le donne a trascorrere più tempo in casa.


 qualche info sul Nepal:

Il Nepal è uno stato dell'Asia meridionale che confina a nord con la Cina e a sud, est ed ovest con l’India.

Il Nepal non ha alcuno sbocco sul mare. Il territorio, compreso tra la pianura del Gange e la catena montuosa dell'Himalaya, è prevalentemente montuoso e presenta un dislivello notevole (da 80 a 8.848 m).

Il Nepal è l’undicesimo paese al mondo per alto rischio sismico. Dopo il primo grande terremoto di cui si conserva memoria, che risale al 1255 D.C. e che uccise un terzo degli abitanti della Valle di Kathmandu, incluso il suo Re, Abhaya Malla, il Nepal ha subito eventi sismici di grande portata ogni 80-100 anni. Il penultimo, di magnitudo 8.4, risale al 1934 ed è costato la vita ad oltre 10.000 persone.

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